Nella medicina di laboratorio in termini evolutivi la fase Analitica ha rappresentato il trend positivo dell’ultimo ventennio, determinando una importante diminuzione di errori di refertazione a vantaggio dell’intero processo diagnostico.
Tuttavia a causa dell’assenza di un parallelo sviluppo tecnologico nella fase immediatamente precedente, il maggior numero di non conformità e quindi i maggiori costi di gestione ed errori, si sono evidenziati proprio in questa fase pre-analitica.
Lacuna oggi ancora più pericolosa perché è cambiato il sistema organizzativo con la trasformazione di numerosi laboratori in semplici centri di prelievo; più che le persone si spostano materiali e dati.
È necessario sottolineare che le procedure atte a ridurre gli errori in pre-analitica dipendono prevalentemente dalla cultura e dalla sensibilità dei singoli operatori, proprio perché non c’è stato un parallelo adeguamento innovativo nella fase pre-analitica.
Tra gli errori più ricorrenti si annoverano la perdita dei campioni, manomissioni, rottura, deperimento del contenuto, scambio, mancato rispetto dell’anonimato, alterazione. Ogni errore implica nel migliore dei casi la ripetizione dell’analisi con aggravio di tempi e costi.
Oggi la manualità è molto alta anche nei centri prelievo ad alta produttività (dai 1000 ai 5000 contenitori/gg) ed è alta la richiesta di personale da impiegare, dato che il materiale biologico non può restare per molto tempo fermo, ed è alto il rischio di commettere errori, soprattutto a fine turno, per distrazione, per sovrapposizione e via dicendo.
Nelle strutture più innovative si preferisce far partire subito i prelievi e il check-in avviene con un lettore di bar code all’entrata nell’Hub. Il limite è che eventuali mancanze di campioni o errori vengono individuati solo alla fine del processo e dunque richiedono la ripetizione del prelievo.
In alcuni casi il livello di errore della procedura manuale porta al 60% di problemi di conformità nei trasporti e al 3 % di smarrimento delle provette. In questo contesto, l’innovazione che il progetto in esame persegue è l’introduzione di sistemi di automazione dei processi logistici nelle fasi pre-analitiche con l’ ausilio di Robot collaborativi che si interfacciano con la piattaforma di Pantheon.

Grazie all’applicazione di una valida innovazione di processo come può essere l’automazione di Pantheon Suite oggetto del presente studio, è possibile assicurare il raggiungimento dei seguenti benefici:
- Tracciabilità del dato e dei singoli contenitori di materiali biologici;
- Rispetto dello privacy;
- Riduzione dei costi dovuti ad analisi reiterate;
- Sviluppo di nuove ricerche sulle azioni atte a ripristinare la fase di analitica anche in caso di parziale alterazione dei campioni, attraverso l’applicazione statistica per casi critici.
In questo modo sarà possibile eseguire il check-in e il check-out prima della partenza del materiale, ridurre il tempo di esecuzione, tarando l’uso e il numero di co-robot in funzione del carico di lavoro, destinare risorse umane a interventi a più alto contenuto tecnico, introdurre maggiore sicurezza su azioni ripetitive con il conseguente risparmio di tempo, riducendo al contempo i rischi di errore umano.
Inoltre, l’abbassamento dei costi sarà notevole avendo reso non necessario un ampio impiego di personale all’esecuzione del processo esclusivamente al controllo dell’attività del robot.
L’automazione prevede un robot alla prelevazione delle provette con il campione. Il robot, collegato con la piattaforma Pantheon, legge l’etichetta e identifica la tipologia di campione, lo comunica a un braccio meccanico dedicato all’immissione della provetta nel corretto contenitore, pronto per il trasporto. I campioni sono successivamente inviati ai laboratori per la fase analitica.
Grazie all’automazione dei processi, le strutture complesse di diagnostica clinica si assicureranno il controllo in real time del processo di logistica pre-analitica da cui deriva una misura della performance delle singole strutture.
In questo modo l’offerta competitiva dell’azienda proponente si intersecherà alla perfezione coi bisogni di un settore nei nostri tempi soggetto a grandi sconvoglimenti su scala nazionale, avvicinandosi alla strutture internazionali, tendenti a un modello con pochi centri di lavorazione del materiale biologico proveniente da diversi punti di raccolta; sarà possibile inoltre distinguere gli spoke di bassa oppure alta produttività in funzione della capacità di raccolta.
Tutto ciò lo chiamiamo P.A.A.R. – Pre-Analytical Automation Process e lo stiamo verificando con lo studio di fattibilità che terminerà nel giugno del 2019 e ha ottenuto il sostegno finanziario dell’Unione Europea, dello Stato Italiano e della Regione Campania entrando nel progetto di contributo allo sviluppo delle imprese del POR Campania FESR 2014 – 2020.


riferimento ai siti della commissione: www.ec.europa.eu; www.regione.campania.it; www.porfesr.regione.campania.it
